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La Storia Le Tradizioni e La Vita Di Lucca

Archivio per la tag 'Sacra Croce'

Se noi ci domandiamo perché il Civitali ha voluto ornare così la cupola, an­diamo in distanza e guardiamo cosa sa­rebbe stato dì quella edicola se si fosse fat­to un tamburo alto. Una cappellina trop­po alta avrebbe dato noia all’interno del “Bel San Martino” creando inoltre una terribile sproporzione con la base. È invece tutto in perfetta armonia, qualcosa che colpisce.Entriamo nel piccolo edificio. Quelle candelabri esili, slanciate, di un caratte­re prettamente latino che ornano i pila­stri interni, ci fanno comprendere non so­lo l’arte, ma la profonda fede di Matteo.Facciamo il giro esterno; guardiamo le otto facciate divise da colonne rudentate che sopportano capitelli compositi sui quali grava una fascia di marmo ornata da corimbi dove nel centro c’è lo stemma del committente Domenico Bertini, che raffigura un gallo che becca una spiga di grano.Delle otto facce, cinque sono aperte, tre a porta e due a finestra; le tre che guar­dano l’aitar maggiore sono chiuse.

Monumenti E Chiese - La Cappellina Del Volto Santo - Duomo San Martino

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La fortuna di Matteo Civitali fu la bor­sa di Domenico Bertini, conte palatino addetto alla Curia Romana sotto Papa Nicolò V° ed il successivo Sisto IV e In­nocenzo VIII°.
Il Bertini, da vero signore, di animo sensibile, volle che l’ultimo artista del Ri­nascimento Italiano, Matteo Civitali, or­nasse il duomo di San Martino.
Tra le tante opere dell’insigne scultore lucchese, la Cappellina del Volto Santo è un felice connubio tra squisita scultura e sublime architettura, poiché esi­stono nell’arte infiniti effetti che non so­no scindibili.
La pianta ottagonale, la cupola ricoper­ta di squame policrome (e non a “lisca di pesce” come qualcuno vuole affermare) la lanterna che sovrasta la cupola, il cu­polino e la palla, quella croce esile, slan­ciata, creano un insieme che qualcuno er­roneamente crede una copia del capola­voro del Brunelleschi che sovrasta Santa Maria del Fiore. Guardandolo attenta­mente, studiandone i particolari, si vede che il tamburo naturalmente ottagonale creato dal Brunellescchi, non ha niente a che fare con quello che sovrasta la Cap­pellina del Volto Santo.
È vero che tutte e due le cupole hanno gli otto spicchi a vela divisi da costoloni o sedani; è vero che le curve dei due edi­fìci sono simili (ma non uguali) ed è pur vero che il tamburo fiorentino ha degli oc­chi di bue dovuti per illuminare l’interno dalla prima cupola con la seconda, affre­scata dal Vasari, ma la fascia ottagonale del tamburo lucchese è arricchita da otto valve, tipo la conchiglia del pellegrino. Se noi ci domandiamo perché il Civitali ha voluto ornare così la cupola, an­diamo in distanza e guardiamo cosa sa­rebbe stato dì quella edicola se si fosse fat­to un tamburo alto. Una cappellina trop­po alta avrebbe dato noia all’interno del “Bel San Martino” creando inoltre una terribile sproporzione con la base. È invece tutto in perfetta armonia, qualcosa che colpisce.Entriamo nel piccolo edificio. Quelle candelabri esili, slanciate, di un caratte­re prettamente latino che ornano i pila­stri interni, ci fanno comprendere non so­lo l’arte, ma la profonda fede di Matteo.

 Monumenti E Chiese - La Cappellina Del Volto Santo - Duomo San Martino

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Lucca, si sa, é ricca come poche altre città di immagini mutuate dal proprio cospicuo pa­trimonio artistico ed architettonico, fortemen­te caratterizzanti ed in grado di rappresentar­la all’istante: dalle Mura a Ilaria del Carret­to, dalla Torre Guinigi all’angelo di S.Miche­le o alla statua di S.Martino.
Ma forse é l’immagine del Volto Santo che, fra tutte, giova di più a ricondurci mentalmen­te alla città, nella fisicità del suo decoro urba­nistico e addirittura nella rappresentazione fi­gurativa di quel particolare spirito di cui da sempre essa é permeata. Sarà per i momenti di raccoglimento che quasi tutti i lucchesi — anche i più disincan­tati — hanno almeno qualche volta vissuto da­vanti alla cappella del Civitali, momenti in cui le intenzioni particolari sono state così prege­volmente propiziate da tanto splendore estetico.

Immagini Sacre - Simboli Di Lucca - Il Fascino Del Volto Santo

Volto Santo - San Martino - Lucca

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La Compagnia Balestrieri vive per la città e dalla città aspetta l’incoraggiamen­to per un sempre maggior impegno sia tecnico che organizzativo. La presenza dei balestrieri nella vita cittadina si è fatta sempre più vivace al punto da vederli pro­motori di iniziative che sempre incontra­no l’incondizionato appoggio delle auto­rità cittadine. Esempio di ciò è il ripristi­no dell’antica “Festa della Libertà” che da due anni viene rievocata con una so­lenne Messa nella cattedrale di San Mar­tino cui intervengono tutte le autorità cit­tadine. Detta Festa, istituita dall’antica Repubblica nel 1370 voleva ricordare l’av­venuta liberazione dal giogo pisano ad opera dell’Imperatore Carlo IV, ed era la principale festa cittadina seconda solo alla Santa Croce. Altro esempio è l’allestimen­to, nell’ambito dei corsi comunali di av­viamento all’attività sportiva, di un cor­so di tiro completamente gratuito, che ser­ve da trampolino di lancio per i giovani desiderosi di avviarsi all’attività sportiva.

Eventi e Tradizioni - 13 Settembre a Lucca – Compagnia Balestrieri a lucca

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Le notizie più antiche della presenza di balestrieri nella nostra città risalgono al 1169 allorché Lucca chiese, e ricevette da Genova, l’aiuto di un gruppo di balestrieri per combattere l’eterna rivale Pisa. Per arrivare a notizie più approfondite sulla balestra e sul suo uso bisogna attendere lo Statuto del Comune di Lucca del 1308 che è il più antico fra quelli a noi perve­nuti riguardanti l’organizzazione comu­nale lucchese. Detto Statuto stabilisce che «chiunque, in occasione di sturmo, aerta o altro avvenimento simile, scagli frecce con l’arco stando nella propria abitazio­ne, incorre in una sanzione di trecento lib­bre» la cifra viene poi aumentata fino a cinquecento libbre se le frecce sono sca­gliate con la balestra. In ambedue i casi, alla multa faceva seguito la distruzione completa (dalle fondamenta) della casa da cui si era sagittate. Da queste notizie ri­sulta chiara la minaccia costituita da que­sta arma che nel Medioevo divenne l’in­contrastata regina delle armi da guerra.
Dotata di straordinaria potenza la ba­lestra non conobbe limiti al suo sviluppo tant’è che lo stesso Michelangelo si interessò moltissimo al suo perfezionamento lasciandoci, nel “Codice Atlantico”, no­tevoli disegni raffiguranti balestre a pia colpi e balestroni capaci di abbattere le mura delle città.

Eventi e Tradizioni - 13 Settembre a Lucca – Compagnia Balestrieri Nella Storia

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L’antica tradizione luc­chese “del balestrare”, è rappresentato dalla Compagnia Balestrieri che ha sempre cercato di suscitare un crescente interesse turistico per la no­stra città e per questo motivo non ha mai tralasciato di aderire e sollecitare ogni ma­nifestazione storica o culturale capace di illustrare Lucca al di fuori delle sue splen­dide Mura. In questo contesto, non può mancare la sua presenza nell’ambito del­la manifestazione che è il culmine della vi­ta cittadina e che da sempre ne esalta l’im­magine: la Luminata della Santa Croce.

Eventi e Tradizioni - 13 Settembre a Lucca – Compagnia Balestrieri Presentazione

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Ogni anno la sera del 13 settembre, puntualmente, come da do­dici secoli, si ripete un antico rito religioso. Le vie tortuose di Lucca medievale si riempio­no di popolo festante per partecipare o as­sistere, all’ora del crepuscolo, al lento sfi­lare di un’imponente ed interminabile processione che, per il tremulo bagliore di migliaia di ceri, prese ed ha il nome di “luminara”. È l’atto di omaggio della po­polazione lucchese al Volto Santo, il gran­dioso crocefisso ligneo giunto qui dalla Palestina nella seconda metà del sec. VIII. Questa scultura, che rappresenta in pro­porzioni maggiori del vero l’immagine del Cristo, non morto, ma vivente, anzi trion­fante sulla croce, rivestito del colobrum — una lunga tunica manicata stretta alla vita da un cingolo — fu, durante il me­dioevo, la reliquia più venerata dopo le tombe degli Apostoli e la S. Casa di Lo­reto. Davanti a questa immagine si pro­strarono una schiera di imperatori e di re e sostarono in preghiera ben 11 papi.


Duomo San Martino Lucca Santa Croce Festa
Interno Duomo San Martino

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È molto probabile che la Luminara sia nata all’inizio come una manifestazione di devozione alla Santa Croce, per assu­mere solo in un secondo momento, verso la fine del XII secolo, anche un significa­to politico di annuale conferma del rap­porto di sudditanza e di fedeltà alla Repubblica Lucchese. Gli Statuti medioe­vali presentavano una precisa e dettagliata regolamentazione della Santa Croce: ad esempio quello del 1308 sanciva che oltre alla partecipazione delle varie autorità (Podestà, Capitano del Popolo, Maggior Sindaco), dovevano prendere parte alla processione tutti i maschi della città, dei sobborghi e dei borghi, compresi in un’età tra i quattordici e i settanta anni, recan­do ciascuno un cero da offrire al Volto Santo. Solo gli ammalati erano esentati da quest’obbligo, ma non da quello di in­viare il cero: né da quest’ultimo dovere andavano esenti i Lucchesi lontani dalla Patria; per essi provvedeva la Corpora­zione dei Mercanti.

eventi e tradizioni di lucca - 13 settembre - la luminara

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La solenne festività della Santa Croce ha una tradizione storica che dura ormai da 12 secoli, è festeggiato il Volto Santo che per l’occasione è vestito con gli abiti solenni della festa, questa tradizione ha varcato i confini d’Italia ed ha oggi risonanza mon­diale evidenziata soprattutto in quei pae­si europei ed extra-europei là dove esistono comunità di emigrati lucchesi.
Non a caso ogni anno alla solenne pro­cessione e luminaria che si tiene la sera del 13 settembre partecipano, oltre alle Au­torità Civili e Militari della Provincia, i balestrieri e molti con costumi medievali ,ai rappresentanti di tutti i comuni della To­scana ed alle confraternite della diocesi, e da rappresentanti dei Lucchesi nel mondo con i labari degli stati di pro­venienza.

Festa Santa Croce - Volto Santo - Lucca 13 Settembre
Luninara Santa Croce Festa Volto Santo

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Una delle leggende che accompagnano l’alone mistico del Volto Santo narra dell’incontro di un viandante con un uomo ferito che versava in condizioni disperate, l’uomo cercò di soccorrerlo, ma il ferito da lì a poco spirò. Alla scena assistettero dei passanti che interpretarono le gesta del viandante come un’aggressione e testimoniarono contro di lui facendolo condannare a morte per assassinio.

Immagini Sacre - Simboli Di Lucca - Il Volto Santo Il Miracolo Della Mannaia

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