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La Basilica di San Paolino e Donato è stata realizzata in epoca rinascimentale,intorno alla prima metà del 500 da Baccio da Montelupo. Recentemente durante la realizzazione di scavi archeologici sono stati ritrovati nel sottosuolo della chiesa molti reperti tra cui, tracce del Decumano, resti di precedenti costruzioni romaniche, le fondamenta della chiesa di San Antonio e della chiesa di San Donato.

Come da tradizione anche quest’anno si sono svolti i festeggiamenti del patrono di Lucca , San Paolino. Lo staff di Lucca Life a pensato di portare il suo contributo e la sua testimonianza della festa inserendo sul proprio blog uno slide show con le più belle foto di San Paolino 2008. Lucca è una città dalle tradizioni molto radicate e i festeggiamenti del suo patrono sono l’occasione per dimostrarlo.
San Paolino martire, secondo la leggenda è stato il primo vescovo di Lucca era un seguace di San Pietro che fu mandato a Lucca per convertire gli infedeli al cristianesimo, fu perseguitato da Nerone e martirizzato , le sue reliquie furono ritrovate nella chiesa di San Giorgio durante la sua distruzione nel 1261 per far posto alla seconda cinta muraria, la sua adorazione crebbe con il passare degli anni e fu presto proclamato Santo Patrono di Lucca.

Basilica Di San Paolino E Donato - Celebrazione Festa Patrono Di Lucca 2008
Il 12 luglio si svolgerà in Piazza San Martino a Lucca il 34° Palio della Balestra Antica in Onore di San Paolino, la manifestazione avrà inizio alle ore 21: 00 si tratta di una gara con la balestra tra balestrieri di Lucca.
La festa avrà la durata di 3 giorni ed inizierà venerdì 11 Luglio alle 20.30 in Piazzale Verdi con la cerimonia di apertura e il tradizionale corteo degli sbandieratori e della luminara, fino a proseguire lungo le vie cittadine e culminare in Piazza San Martino (Piazza Duomo) inoltre alle 22.00 nella basilica di San Paolino si svolgerà il Mottettone. Sabato alle 12 appuntamento impedibile con il “miracolo del cannone” del baluardo di San Donato, sempre sabato alle ore 18.30 il Pontificale celebrerà la santa messa in onore del patrono nella Basilica di San Paolino e alle 21 avrà inizio l’attesissimo palio della balestra con i rappresentanti dei terzieri in cui era divisa la città: San Paolino, San Salvatore e San Martino i balestrieri si contenderanno il palio cercando di mirare e colpire una brocca posta a 36 metri di distanza l’esibizione si svolgerà in Piazza San Martino, il primo tiratore sarà Alessandro Guidi in quanto vincitore della passata edizione, durante questo evento si esibiranno anche 15 danzatrici di balli medievali.

Ingredienti :
- Un pollo
- Un rametto di rosmarino
- Qualche foglia di salvia
- Uno spicchio di aglio
- Un pizzico di maggiorana
- Mezzo bicchiere di vino bianco secco
- Un limone
- Brodo di carne q.b.
- Olio extravergine d’oliva q.b.
- Sale e pepe q.b.
Preparazione :
Tagliare a pezzi il pollo e metterlo in una ciotola. Mescolare in una terrina mezzo bicchiere d’olio, un cucchiaio di succo di limone, rosmarino, salvia, aglio e maggiorana tritati, un pizzico di sale e pepe.

Se noi ci domandiamo perché il Civitali ha voluto ornare così la cupola, andiamo in distanza e guardiamo cosa sarebbe stato dì quella edicola se si fosse fatto un tamburo alto. Una cappellina troppo alta avrebbe dato noia all’interno del “Bel San Martino” creando inoltre una terribile sproporzione con la base. È invece tutto in perfetta armonia, qualcosa che colpisce.Entriamo nel piccolo edificio. Quelle candelabri esili, slanciate, di un carattere prettamente latino che ornano i pilastri interni, ci fanno comprendere non solo l’arte, ma la profonda fede di Matteo.Facciamo il giro esterno; guardiamo le otto facciate divise da colonne rudentate che sopportano capitelli compositi sui quali grava una fascia di marmo ornata da corimbi dove nel centro c’è lo stemma del committente Domenico Bertini, che raffigura un gallo che becca una spiga di grano.Delle otto facce, cinque sono aperte, tre a porta e due a finestra; le tre che guardano l’aitar maggiore sono chiuse.

La fortuna di Matteo Civitali fu la borsa di Domenico Bertini, conte palatino addetto alla Curia Romana sotto Papa Nicolò V° ed il successivo Sisto IV e Innocenzo VIII°.
Il Bertini, da vero signore, di animo sensibile, volle che l’ultimo artista del Rinascimento Italiano, Matteo Civitali, ornasse il duomo di San Martino.
Tra le tante opere dell’insigne scultore lucchese, la Cappellina del Volto Santo è un felice connubio tra squisita scultura e sublime architettura, poiché esistono nell’arte infiniti effetti che non sono scindibili.
La pianta ottagonale, la cupola ricoperta di squame policrome (e non a “lisca di pesce” come qualcuno vuole affermare) la lanterna che sovrasta la cupola, il cupolino e la palla, quella croce esile, slanciata, creano un insieme che qualcuno erroneamente crede una copia del capolavoro del Brunelleschi che sovrasta Santa Maria del Fiore. Guardandolo attentamente, studiandone i particolari, si vede che il tamburo naturalmente ottagonale creato dal Brunellescchi, non ha niente a che fare con quello che sovrasta la Cappellina del Volto Santo.
È vero che tutte e due le cupole hanno gli otto spicchi a vela divisi da costoloni o sedani; è vero che le curve dei due edifìci sono simili (ma non uguali) ed è pur vero che il tamburo fiorentino ha degli occhi di bue dovuti per illuminare l’interno dalla prima cupola con la seconda, affrescata dal Vasari, ma la fascia ottagonale del tamburo lucchese è arricchita da otto valve, tipo la conchiglia del pellegrino. Se noi ci domandiamo perché il Civitali ha voluto ornare così la cupola, andiamo in distanza e guardiamo cosa sarebbe stato dì quella edicola se si fosse fatto un tamburo alto. Una cappellina troppo alta avrebbe dato noia all’interno del “Bel San Martino” creando inoltre una terribile sproporzione con la base. È invece tutto in perfetta armonia, qualcosa che colpisce.Entriamo nel piccolo edificio. Quelle candelabri esili, slanciate, di un carattere prettamente latino che ornano i pilastri interni, ci fanno comprendere non solo l’arte, ma la profonda fede di Matteo.

Quando appare nell’alimentazione dell’essere umano le forme piu primitive e grezze di pasta? dove si diffonde? piccole curiosità.
A quanto pare la pasta è un alimento presente da sempre: le case disponevano di rudimentali strumenti volti alla sua preparazione ( mattarelli, spianatoie, ecc..) gia nel 300 a.C, secondo quanto confermato da rilievi tombali etruschi risalenti proprio al IV secolo.
In seguito, intorno al 100 a.C., nasce ciò che potremmo definire come il precursore della lasagna: è la làgana, sfoglie d’acqua e farina molto sottili.
Ingredienti:
- 400 grammi di pappardelle
- 300 grammi di funghi porcini
- Due spicchi d’aglio
- Mezzo bicchiere di olio
- Extravergine d’oliva
- Una manciata di nepitella tritata
- 50 grammi di parmigiano grattugiato
- Brodo di carne q.b.
- Sale e pepe q.b.
Preparazione :
Imbiondire in un tegame con olio, l’aglio e la nepitella tritati, unire i funghi ben lavati e tagliati a fette.

Ingredienti :
- 300 grammi di farro
- 5 pomodori S. Marzano maturi
- Una cipolla fresca
- Un ciuffetto di prezzemolo
- Un ciuffetto di basilico
- Un dado di carne
- Olio extravergine d’oliva
- Sale e pepe q.b.
Preparazione :




