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La Storia Le Tradizioni e La Vita Di Lucca

Archivio per la tag 'leggenda'

La Basilica di San Paolino e Donato è stata realizzata in epoca rinascimentale,intorno alla prima metà del 500 da Baccio da Montelupo. Recentemente durante la realizzazione di scavi archeologici sono stati ritrovati nel sottosuolo della chiesa molti reperti tra cui, tracce del Decumano, resti di precedenti costruzioni romaniche, le fondamenta della chiesa di San Antonio e della chiesa di San Donato.

Monumenti E Chiese - Lucca - La Basilica Di San Paolino E Donato

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Come da tradizione anche quest’anno si sono svolti i festeggiamenti del patrono di Lucca , San Paolino. Lo staff di Lucca Life a pensato di portare il suo contributo e la sua testimonianza della festa inserendo sul proprio blog uno slide show con le più belle foto di San Paolino 2008. Lucca è una città dalle tradizioni molto radicate e i festeggiamenti del suo patrono sono l’occasione per dimostrarlo.

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San Paolino martire, secondo la leggenda è stato il primo vescovo di Lucca era un seguace di San Pietro che fu mandato a Lucca per convertire gli infedeli al cristianesimo, fu perseguitato da Nerone e martirizzato , le sue reliquie furono ritrovate nella chiesa di San Giorgio durante la sua distruzione nel 1261 per far posto alla seconda cinta muraria, la sua adorazione crebbe con il passare degli anni e fu presto proclamato Santo Patrono di Lucca.

Lucca - San Paolino Patrono Di Lucca Festa 2008

Basilica Di San Paolino E Donato - Celebrazione Festa Patrono Di Lucca 2008

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Se noi ci domandiamo perché il Civitali ha voluto ornare così la cupola, an­diamo in distanza e guardiamo cosa sa­rebbe stato dì quella edicola se si fosse fat­to un tamburo alto. Una cappellina trop­po alta avrebbe dato noia all’interno del “Bel San Martino” creando inoltre una terribile sproporzione con la base. È invece tutto in perfetta armonia, qualcosa che colpisce.Entriamo nel piccolo edificio. Quelle candelabri esili, slanciate, di un caratte­re prettamente latino che ornano i pila­stri interni, ci fanno comprendere non so­lo l’arte, ma la profonda fede di Matteo.Facciamo il giro esterno; guardiamo le otto facciate divise da colonne rudentate che sopportano capitelli compositi sui quali grava una fascia di marmo ornata da corimbi dove nel centro c’è lo stemma del committente Domenico Bertini, che raffigura un gallo che becca una spiga di grano.Delle otto facce, cinque sono aperte, tre a porta e due a finestra; le tre che guar­dano l’aitar maggiore sono chiuse.

Monumenti E Chiese - La Cappellina Del Volto Santo - Duomo San Martino

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La fortuna di Matteo Civitali fu la bor­sa di Domenico Bertini, conte palatino addetto alla Curia Romana sotto Papa Nicolò V° ed il successivo Sisto IV e In­nocenzo VIII°.
Il Bertini, da vero signore, di animo sensibile, volle che l’ultimo artista del Ri­nascimento Italiano, Matteo Civitali, or­nasse il duomo di San Martino.
Tra le tante opere dell’insigne scultore lucchese, la Cappellina del Volto Santo è un felice connubio tra squisita scultura e sublime architettura, poiché esi­stono nell’arte infiniti effetti che non so­no scindibili.
La pianta ottagonale, la cupola ricoper­ta di squame policrome (e non a “lisca di pesce” come qualcuno vuole affermare) la lanterna che sovrasta la cupola, il cu­polino e la palla, quella croce esile, slan­ciata, creano un insieme che qualcuno er­roneamente crede una copia del capola­voro del Brunelleschi che sovrasta Santa Maria del Fiore. Guardandolo attenta­mente, studiandone i particolari, si vede che il tamburo naturalmente ottagonale creato dal Brunellescchi, non ha niente a che fare con quello che sovrasta la Cap­pellina del Volto Santo.
È vero che tutte e due le cupole hanno gli otto spicchi a vela divisi da costoloni o sedani; è vero che le curve dei due edi­fìci sono simili (ma non uguali) ed è pur vero che il tamburo fiorentino ha degli oc­chi di bue dovuti per illuminare l’interno dalla prima cupola con la seconda, affre­scata dal Vasari, ma la fascia ottagonale del tamburo lucchese è arricchita da otto valve, tipo la conchiglia del pellegrino. Se noi ci domandiamo perché il Civitali ha voluto ornare così la cupola, an­diamo in distanza e guardiamo cosa sa­rebbe stato dì quella edicola se si fosse fat­to un tamburo alto. Una cappellina trop­po alta avrebbe dato noia all’interno del “Bel San Martino” creando inoltre una terribile sproporzione con la base. È invece tutto in perfetta armonia, qualcosa che colpisce.Entriamo nel piccolo edificio. Quelle candelabri esili, slanciate, di un caratte­re prettamente latino che ornano i pila­stri interni, ci fanno comprendere non so­lo l’arte, ma la profonda fede di Matteo.

 Monumenti E Chiese - La Cappellina Del Volto Santo - Duomo San Martino

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Ponte realizzato secondo il volere della contessa Matilde di Canossa (1046-1115) , si tratta di una costruzione dall’architettura particolare e dalla complessa tecnica di realizzazione , l’aspetto attuale è dovuto ad una parziale ricostruzione ordinata dal signore di Lucca Castruccio Castracani (1281-1328) , il ponte è situato a Borgo a Mozzano e ne è diventato l’emblema nel mondo. La Sua forma a “ schiena d’asino “ unisce le due sponde del fiume serchio, grazie all’ausilio di due archi asimmetrici,la sua particolare struttura ha dato origine alla leggenda dalla quale ne deriva il nome “ Ponte del Diavolo “ .

Miti E Leggende - Lucca ( Borgo A Mozzano ) - Ponte Del Diavolo

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Lucca, si sa, é ricca come poche altre città di immagini mutuate dal proprio cospicuo pa­trimonio artistico ed architettonico, fortemen­te caratterizzanti ed in grado di rappresentar­la all’istante: dalle Mura a Ilaria del Carret­to, dalla Torre Guinigi all’angelo di S.Miche­le o alla statua di S.Martino.
Ma forse é l’immagine del Volto Santo che, fra tutte, giova di più a ricondurci mentalmen­te alla città, nella fisicità del suo decoro urba­nistico e addirittura nella rappresentazione fi­gurativa di quel particolare spirito di cui da sempre essa é permeata. Sarà per i momenti di raccoglimento che quasi tutti i lucchesi — anche i più disincan­tati — hanno almeno qualche volta vissuto da­vanti alla cappella del Civitali, momenti in cui le intenzioni particolari sono state così prege­volmente propiziate da tanto splendore estetico.

Immagini Sacre - Simboli Di Lucca - Il Fascino Del Volto Santo

Volto Santo - San Martino - Lucca

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La Compagnia Balestrieri vive per la città e dalla città aspetta l’incoraggiamen­to per un sempre maggior impegno sia tecnico che organizzativo. La presenza dei balestrieri nella vita cittadina si è fatta sempre più vivace al punto da vederli pro­motori di iniziative che sempre incontra­no l’incondizionato appoggio delle auto­rità cittadine. Esempio di ciò è il ripristi­no dell’antica “Festa della Libertà” che da due anni viene rievocata con una so­lenne Messa nella cattedrale di San Mar­tino cui intervengono tutte le autorità cit­tadine. Detta Festa, istituita dall’antica Repubblica nel 1370 voleva ricordare l’av­venuta liberazione dal giogo pisano ad opera dell’Imperatore Carlo IV, ed era la principale festa cittadina seconda solo alla Santa Croce. Altro esempio è l’allestimen­to, nell’ambito dei corsi comunali di av­viamento all’attività sportiva, di un cor­so di tiro completamente gratuito, che ser­ve da trampolino di lancio per i giovani desiderosi di avviarsi all’attività sportiva.

Eventi e Tradizioni - 13 Settembre a Lucca – Compagnia Balestrieri a lucca

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Le notizie più antiche della presenza di balestrieri nella nostra città risalgono al 1169 allorché Lucca chiese, e ricevette da Genova, l’aiuto di un gruppo di balestrieri per combattere l’eterna rivale Pisa. Per arrivare a notizie più approfondite sulla balestra e sul suo uso bisogna attendere lo Statuto del Comune di Lucca del 1308 che è il più antico fra quelli a noi perve­nuti riguardanti l’organizzazione comu­nale lucchese. Detto Statuto stabilisce che «chiunque, in occasione di sturmo, aerta o altro avvenimento simile, scagli frecce con l’arco stando nella propria abitazio­ne, incorre in una sanzione di trecento lib­bre» la cifra viene poi aumentata fino a cinquecento libbre se le frecce sono sca­gliate con la balestra. In ambedue i casi, alla multa faceva seguito la distruzione completa (dalle fondamenta) della casa da cui si era sagittate. Da queste notizie ri­sulta chiara la minaccia costituita da que­sta arma che nel Medioevo divenne l’in­contrastata regina delle armi da guerra.
Dotata di straordinaria potenza la ba­lestra non conobbe limiti al suo sviluppo tant’è che lo stesso Michelangelo si interessò moltissimo al suo perfezionamento lasciandoci, nel “Codice Atlantico”, no­tevoli disegni raffiguranti balestre a pia colpi e balestroni capaci di abbattere le mura delle città.

Eventi e Tradizioni - 13 Settembre a Lucca – Compagnia Balestrieri Nella Storia

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L’antica tradizione luc­chese “del balestrare”, è rappresentato dalla Compagnia Balestrieri che ha sempre cercato di suscitare un crescente interesse turistico per la no­stra città e per questo motivo non ha mai tralasciato di aderire e sollecitare ogni ma­nifestazione storica o culturale capace di illustrare Lucca al di fuori delle sue splen­dide Mura. In questo contesto, non può mancare la sua presenza nell’ambito del­la manifestazione che è il culmine della vi­ta cittadina e che da sempre ne esalta l’im­magine: la Luminata della Santa Croce.

Eventi e Tradizioni - 13 Settembre a Lucca – Compagnia Balestrieri Presentazione

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