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Il 12 luglio si svolgerà in Piazza San Martino a Lucca il 34° Palio della Balestra Antica in Onore di San Paolino, la manifestazione avrà inizio alle ore 21: 00 si tratta di una gara con la balestra tra balestrieri di Lucca.
La festa avrà la durata di 3 giorni ed inizierà venerdì 11 Luglio alle 20.30 in Piazzale Verdi con la cerimonia di apertura e il tradizionale corteo degli sbandieratori e della luminara, fino a proseguire lungo le vie cittadine e culminare in Piazza San Martino (Piazza Duomo) inoltre alle 22.00 nella basilica di San Paolino si svolgerà il Mottettone. Sabato alle 12 appuntamento impedibile con il “miracolo del cannone” del baluardo di San Donato, sempre sabato alle ore 18.30 il Pontificale celebrerà la santa messa in onore del patrono nella Basilica di San Paolino e alle 21 avrà inizio l’attesissimo palio della balestra con i rappresentanti dei terzieri in cui era divisa la città: San Paolino, San Salvatore e San Martino i balestrieri si contenderanno il palio cercando di mirare e colpire una brocca posta a 36 metri di distanza l’esibizione si svolgerà in Piazza San Martino, il primo tiratore sarà Alessandro Guidi in quanto vincitore della passata edizione, durante questo evento si esibiranno anche 15 danzatrici di balli medievali.

La Compagnia Balestrieri vive per la città e dalla città aspetta l’incoraggiamento per un sempre maggior impegno sia tecnico che organizzativo. La presenza dei balestrieri nella vita cittadina si è fatta sempre più vivace al punto da vederli promotori di iniziative che sempre incontrano l’incondizionato appoggio delle autorità cittadine. Esempio di ciò è il ripristino dell’antica “Festa della Libertà” che da due anni viene rievocata con una solenne Messa nella cattedrale di San Martino cui intervengono tutte le autorità cittadine. Detta Festa, istituita dall’antica Repubblica nel 1370 voleva ricordare l’avvenuta liberazione dal giogo pisano ad opera dell’Imperatore Carlo IV, ed era la principale festa cittadina seconda solo alla Santa Croce. Altro esempio è l’allestimento, nell’ambito dei corsi comunali di avviamento all’attività sportiva, di un corso di tiro completamente gratuito, che serve da trampolino di lancio per i giovani desiderosi di avviarsi all’attività sportiva.

Le notizie più antiche della presenza di balestrieri nella nostra città risalgono al 1169 allorché Lucca chiese, e ricevette da Genova, l’aiuto di un gruppo di balestrieri per combattere l’eterna rivale Pisa. Per arrivare a notizie più approfondite sulla balestra e sul suo uso bisogna attendere lo Statuto del Comune di Lucca del 1308 che è il più antico fra quelli a noi pervenuti riguardanti l’organizzazione comunale lucchese. Detto Statuto stabilisce che «chiunque, in occasione di sturmo, aerta o altro avvenimento simile, scagli frecce con l’arco stando nella propria abitazione, incorre in una sanzione di trecento libbre» la cifra viene poi aumentata fino a cinquecento libbre se le frecce sono scagliate con la balestra. In ambedue i casi, alla multa faceva seguito la distruzione completa (dalle fondamenta) della casa da cui si era sagittate. Da queste notizie risulta chiara la minaccia costituita da questa arma che nel Medioevo divenne l’incontrastata regina delle armi da guerra.
Dotata di straordinaria potenza la balestra non conobbe limiti al suo sviluppo tant’è che lo stesso Michelangelo si interessò moltissimo al suo perfezionamento lasciandoci, nel “Codice Atlantico”, notevoli disegni raffiguranti balestre a pia colpi e balestroni capaci di abbattere le mura delle città.

L’antica tradizione lucchese “del balestrare”, è rappresentato dalla Compagnia Balestrieri che ha sempre cercato di suscitare un crescente interesse turistico per la nostra città e per questo motivo non ha mai tralasciato di aderire e sollecitare ogni manifestazione storica o culturale capace di illustrare Lucca al di fuori delle sue splendide Mura. In questo contesto, non può mancare la sua presenza nell’ambito della manifestazione che è il culmine della vita cittadina e che da sempre ne esalta l’immagine: la Luminata della Santa Croce.

Ogni anno la sera del 13 settembre, puntualmente, come da dodici secoli, si ripete un antico rito religioso. Le vie tortuose di Lucca medievale si riempiono di popolo festante per partecipare o assistere, all’ora del crepuscolo, al lento sfilare di un’imponente ed interminabile processione che, per il tremulo bagliore di migliaia di ceri, prese ed ha il nome di “luminara”. È l’atto di omaggio della popolazione lucchese al Volto Santo, il grandioso crocefisso ligneo giunto qui dalla Palestina nella seconda metà del sec. VIII. Questa scultura, che rappresenta in proporzioni maggiori del vero l’immagine del Cristo, non morto, ma vivente, anzi trionfante sulla croce, rivestito del colobrum — una lunga tunica manicata stretta alla vita da un cingolo — fu, durante il medioevo, la reliquia più venerata dopo le tombe degli Apostoli e la S. Casa di Loreto. Davanti a questa immagine si prostrarono una schiera di imperatori e di re e sostarono in preghiera ben 11 papi.

Interno Duomo San Martino
È molto probabile che la Luminara sia nata all’inizio come una manifestazione di devozione alla Santa Croce, per assumere solo in un secondo momento, verso la fine del XII secolo, anche un significato politico di annuale conferma del rapporto di sudditanza e di fedeltà alla Repubblica Lucchese. Gli Statuti medioevali presentavano una precisa e dettagliata regolamentazione della Santa Croce: ad esempio quello del 1308 sanciva che oltre alla partecipazione delle varie autorità (Podestà, Capitano del Popolo, Maggior Sindaco), dovevano prendere parte alla processione tutti i maschi della città, dei sobborghi e dei borghi, compresi in un’età tra i quattordici e i settanta anni, recando ciascuno un cero da offrire al Volto Santo. Solo gli ammalati erano esentati da quest’obbligo, ma non da quello di inviare il cero: né da quest’ultimo dovere andavano esenti i Lucchesi lontani dalla Patria; per essi provvedeva la Corporazione dei Mercanti.

Ciao a tutti,
Oggi ci siamo chiesti: cosa può cercare un turista o un appassionato di città d’arte, in un Blog su Lucca? Fino a questo momento, abbiamo cercato di inserire materiale e post, che riguardassero la storia di Lucca, trattando argomento come gli aspetti della cultura locale, la cucina, il dialetto e le tradizioni in maniera piuttosto approfondita. Abbiamo intenzione di continuare nella nostra opera, ma ci siamo resi conto che era necessario aggiungere una sezione dove poter dare ai turisti le prime informazioni su Lucca senza necessariamente fargli conoscerne tutta la sua Storia e le sue tradizioni.
La solenne festività della Santa Croce ha una tradizione storica che dura ormai da 12 secoli, è festeggiato il Volto Santo che per l’occasione è vestito con gli abiti solenni della festa, questa tradizione ha varcato i confini d’Italia ed ha oggi risonanza mondiale evidenziata soprattutto in quei paesi europei ed extra-europei là dove esistono comunità di emigrati lucchesi.
Non a caso ogni anno alla solenne processione e luminaria che si tiene la sera del 13 settembre partecipano, oltre alle Autorità Civili e Militari della Provincia, i balestrieri e molti con costumi medievali ,ai rappresentanti di tutti i comuni della Toscana ed alle confraternite della diocesi, e da rappresentanti dei Lucchesi nel mondo con i labari degli stati di provenienza.

Luninara Santa Croce Festa Volto Santo
In questa sezione vogliamo aiutarvi a capire la cultura e il dialetto lucchese, attraverso la raccolta di modi di dire e di fare, dei nostri compaesani. Alcuni sono ormai in disuso, ma molti di essi sono ancora utilizzati nel parlare quotidiano. Questo patrimonio dialettale, che ci è stato trasmesso dai nostri nonni, è un tesoro che va difeso dall’assalto continuo dei mezzi di comunicazione, che ci impongono mode e linguaggi sempre più poveri e modelli di vita artefatti e ingannevoli. Tutto ciò ha come unica conseguenza quella di farci perdere il valore delle nostre radici.



