Eventi e Tradizioni - 13 Settembre a Lucca – Significato Religioso Della Festa
Ogni anno la sera del 13 settembre, puntualmente, come da dodici secoli, si ripete un antico rito religioso. Le vie tortuose di Lucca medievale si riempiono di popolo festante per partecipare o assistere, all’ora del crepuscolo, al lento sfilare di un’imponente ed interminabile processione che, per il tremulo bagliore di migliaia di ceri, prese ed ha il nome di “luminara”. È l’atto di omaggio della popolazione lucchese al Volto Santo, il grandioso crocefisso ligneo giunto qui dalla Palestina nella seconda metà del sec. VIII. Questa scultura, che rappresenta in proporzioni maggiori del vero l’immagine del Cristo, non morto, ma vivente, anzi trionfante sulla croce, rivestito del colobrum — una lunga tunica manicata stretta alla vita da un cingolo — fu, durante il medioevo, la reliquia più venerata dopo le tombe degli Apostoli e la S. Casa di Loreto. Davanti a questa immagine si prostrarono una schiera di imperatori e di re e sostarono in preghiera ben 11 papi.

Interno Duomo San Martino
Il culto e l’immagine del Volto Santo, ad opera dei pellegrini e dei mercanti lucchesi, si diffusero rapidamente in tutta l’Europa dove rimasero vivi fino alla Riforma ed alla rivoluzione francese. Per la piccola Repubblica aristocratica lucchese, il significato spirituale del Volto Santo fu altissimo. Esso divenne il fulcro della “Civitas lucensis” cioè il punto di forza della sua vita pubblica e privata. La sua effige compare sulle monete almeno dalla fine del sec. XIII e “a gloria del Volto Santo” si intitolavano le leggi dello Stato. Ogni anno, con la partecipazione alla grande luminara — alla quale, secondo gli statuti, erano obbligati tutti i sudditi della Repubblica dai 14 ai 70 anni — e con l’offerta del cero da parte delle Vicarie, si intendeva rinnovare l’atto di vassallaggio al “Re dei re e Signore dei signori”.Nel nostro tempo, passati ormai alla storia i fasti dell’antica Repubblica, la devozione al Volto Santo anche se non si esprime più nelle leggi e nei decreti, non è per questo scomparsa dal cuore dei buoni lucchesi. Ne sono testimoni due sante di questa terra vissute all’inizio del nostro secolo: Gemma Galgani ed Elena Guerra che nella croce del Cristo e nel dono dello Spirito, hanno incentrato la loro vita mistica. Pertanto il richiamo di Cristo crocefisso, dell’Uomo-Dio morto e risorto per la nostra salvezza, mistero centrale della religione cristiana, è la sorgente primaria alla quale hanno attinto le passate generazioni e continua ad attingere oggi il popolo lucchese. Questa fede trova la sua massima espressione pubblica e comunitaria nelle feste del 13 e 14 settembre.Lo spettatore che assiste allo sfilare della luminara vi noterà due momenti abbastanza diversificati: la prima parte che ha termine con l’Arcivescovo, rappresenta l’omaggio della comunità diocesana, cioè delle parrocchie e delle associazioni ecclesiali; segue l’omaggio delle autorità civili — i Sindaci dei comuni dell’antica Repubblica — e chiude la processione il corteo storico, espressione di un’antica tradizione. Ma la tradizione, che nel suo senso etimologico significa consegna, deve essere intesa come consegna di fatti e non solo di parole o di abiti. Perciò, la partecipazione alla luminara in vesti da autorità o da figuranti da parte di chi non ha accolto questa consegna di fede, non solo non avrebbe alcun senso, ma diventerebbe vuoto spettacolo.Tuttavia, per l’uomo di fede, il momento culminante della festa è l’Eucarestia celebrata in Cattedrale nella giornata del 14 settembre. È qui che il credente si incontra realmente con Cristo nella realtà del segno sacramentale ed attinge in pienezza alle sorgenti della Grazia.Il compito della Chiesa lucchese è di far sì che questa “festa grande della Diocesi” non scada in una vuota rievocazione di fatti storici e folcloristici ma rimanga, come lo fu nel passato, momento di aggregazione civica ed espressione cosciente ed autentica di fede.La tradizionale processione del 13 settembre ha origini remote che risalgono alla presenza ed al culto del Volto Santo, il bellissimo crocifisso ligneo venerato nella cattedrale di San Martino.

Duomo San Martino - Lucca
Il suggestivo corteo, che da più di mille anni si snoda per le principali vie cittadine, vuole infatti ripetere quel momento di sacra e civile esultanza che non solo accolse la sacra Immagine a Lucca, ma che fece ala alla sua traslazione dalla basilica di San Frediano a quella di San Martino. Avvenimento questo, che possiamo collocare tra il 780 ed il 795 d.C, momento di particolare fervore religioso, ed al quale sembra appunto risalire il culto della Santa Croce.
Ma qual è la storia del Volto Santo? Come giunse a Lucca? La fonte più antica è senza dubbio la “Historia” del diacono Leobino, raccolto in codici italiani dei secoli XII e XIII, e compilata probabilmente nel secolo XI. Leggi nei nostri post la storia e la leggenda Del Volto Santo.
Lucca Life
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